Crea sito

Nuovo DPCM, le normative previste

ROMA – Ecco in breve le nuove regole previste del DPCM del 18 Ottobre:

“Questo provvedimento deve consentirci di attraversare questa ondata di contagi. Non possiamo perdere tempo, dobbiamo scongiurare un nuovo lockdown generalizzato. I sindaci potranno disporre la chiusura di vie e piazze dove si creano assembramenti, consentendo l’accesso solo a chi deve tornare a casa o andare nelle attività commerciali. La chiusura anticipata di bar e ristoranti rimane alle 24, ma si può riaprire soltanto alle 5. Per i bar, i pub e altri locali viene anticipato alle 18 lo stop alla vendita non al tavolo. Ma non solo: ci sarà un limite massimo al numero di persone che possono sedersi a un tavolo, ovvero 6. Sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, come anche la ristorazione con asporto fino alle 24, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze”.

“Previsto inoltre lo stop a sagre e fiere locali. Il Dpcm impone inoltre alla pubblica amministrazione di far lavorare i dipendenti in smart working al 75 per cento. Forte raccomandazione a seguire questa regola anche alle aziende private. Sospese, inoltre, le riunioni in presenza: spazio alle videoconferenze. Per quanto riguarda le palestre, c’è stato un intenso dialogo anche con il Cts. Daremo una settimana alle palestre e alle piscine per adeguarsi davvero alle norme anti-contagio. Se così sarà – e verificheremo – non ci sarà motivo di chiudere le palestre. Altrimenti settimana prossima saremo costretti a sospendere anche quell’attività”.

“Siamo pronti a consegnare alle Regioni altre 1.600 terapie intensive e sub-intensive. Siamo partiti da zero con le mascherine, ma oggi ne produciamo 20 milioni al giorno. Siamo tra i pochi Paesi al mondo a distribuire una mascherina chirurgica per ogni studente, oltre a quelle per ospedali, residenze per anziani e forze di polizia. Abbiamo distribuito più di un miliardo di attrezzature sanitarie, abbiamo investito miliardi su trasporti, studio e università. Arriviamo a fare 160mila tamponi al giorno, anche se dobbiamo lavorare sulle lunghe file. Non abbiamo mai abbassato la guardia, abbiamo prorogato lo stato d’emergenza per mantenere attivi tutti i presidi di pronto intervento”